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La musica underground in Italia, nel 2010


Pubblicata il 23/12/2010

Paolo Merenda

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E' da molto tempo che faccio considerazioni al riguardo. Dal 1997 continuo testardo nel darmi da fare con la speranza di fare felice qualcuno. Ma quel qualcuno sono sempre e solo io. Mi spiego meglio...

Ci siamo tutti accorti della crisi del mercato discografico a livello globale. Grazie ad Emule, Soulseek e Torrent tutti siamo in grado di scaricarci
malloppi enormi di materiale che neanche mai ascolteremo. Sarà pure una bella cosa avere l'arte (perché qualsiasi forma musicale è arte) a gratis, a casa propria, ma non apprezzo per niente l'andamento di tutto questo nuovo trend. Prima di tutto le bands sono colate a picco insieme alle etichette. Poi dov'è finito l'attaccamento emozionale per le copertine e le edizioni speciali? Come posso affezionarmi ad un file sostituendolo con un picture disc?!

Per ora parlo dell'Italia perché ho poche esperienza di quello che accade altrove, anche se vi posso dire tranquillamente che l'ultimo disco dei deep throat ha venduto le seguenti cifre:

- 300 copie in America
- 200 copie in Indonesia
- 100 copie in Germania
- 050 copie in Grecia
- 005 copie in Italia
- meno di zero nella mia città
fate voi le dovute considerazioni...

Continuamente mi informo tramite la nostra etichetta o gli amici (Mauro "Raw Power" e Giulio "Cripple Bastard" che ho da poco intervistato,  prossimamente su questi schermi) e mi accorgo che è un po' una tendenza comune quella delle band italiane di cercare un seguito all'estero. Poi torno indietro con la memoria, diciamo nel periodo 2002 - 2005 e divento nostalgico, anche se per certi versi ho fatto un sacco di errori. Quando ho iniziato le piccole indipendenti come la Tube raggiungevano risultati  enormi mentre altre micro etichette spuntavano come funghi. Anche gruppi mediocri, giovani e sprovveduti come i miei "Kompagni di Merenda" erano riusciti a firmare un contratto discografico. Già i contratti... a titolo informativo (lo spiego per i giovincelli) funzionava più o meno così. Tu pagavi la registrazione (magari fatta in 2 giorni in presa diretta perché nessuno voleva i suoni dei Parkaway Drive) e l'etichetta non solo ti pagava la stampa e si faceva carico dei costi di distribuzione e promozione, ma ti regalava anche dalle 200 alle 300 copie, a seconda della situazione. Solitamente loro vendevano almeno 500 copie della tiratura (minimo 1000) mentre le altre andavano in regalo fra copie gratis per gruppo e giornali, siti etc...

Poi cos'è successo? Ho cominciato a sentire gente che PAGA per fare uscire i dischi. PAGA per fare un tour. PAGA per avere uno sponsor! Cioé il gruppo si fa carico di TUTTE le spese ed in più l'etichetta estorce una percentuale ai ragazzi come rimborso delle poche mail che mandano perdendo qualche minuto, con la scusa di avere un marchio di richiamo che possa aprire porte al gruppo emergente. E ne ho sentiti tanti cascarci... dicevo loro: ma perché a questo punto non vi fate il disco da soli come abbiam fatto tutti per anni?! Eh ma sai se lo facciam uscire con il loro marchio ci fanno suonare, ci mettono di qua e di là. Dopo pochi mesi gli stessi membri truffati e sconsolati mi davano ragione.

In linea di massima la situazione è questa per un gruppo punk o cmq alternativo, ORA: se vuoi andare in tour i rimborsi te li puoi sognare, suoni a gratis nella tua città o nelle vicinanze, perché sai non è bello chiedere soldi a chi ti conosce e per suonare dietro casa, mentre fuori non li becchi perchè ovviamente la gente non ti conosce. Così se non si sta attenti si rischia di spendere tutto lo stipendio per promuovere la band. Perché tanti organizzatori forse non considereno il fatto di quanto costi la strumentazione, il mezzo di locomozione e di quanto siano costose le autostrade italiane o il gasolio che aumenta quando sale il prezzo del greggio, mentre resta uguale quando il petrolio cala. Così oltre che pagarti TUTTO per autoprodurti un album ti resta da gestire il resto: con le poche finanze che si fanno su, a collette fra i membri del gruppo, si stampano t shirt, spillette, si fa lo striscione oppure gli adesivi da regalare o attaccare ai caselli.

Se almeno i dischi si vendessero (ai concerti, non pretendo nei negozi, siammai!) ci sarabbe un DARE in questa doppia partita sgangherata sempre in rosso. A proposito di concerti vedo poi sempre le stesse facce, non c'è turnover di gente. Ho visto gruppi storici suonare davanti a 30, 40 persone (vedi Agnostic Front a Biella). Qualcuno mi spiega perché ? Son tutti a casa a finire l'ultimo gioco della playstation ?

Le webzine sono poche (la maggior parte metal) e i giornali che parlino di musica alternativa che non sia stoner o death metal non esistono più. Le etichette ovvio sono scomparse perché erano in perdita tanto quanto i gruppi. Ora vi chiedo un parere sul futuro di tutto quello che é controcultura. Che succederà secondo voi ? Suono per me e mi diverto nel farlo. Mi danno soddisfazione anche quei pochi che vengono ai concerti.Quei pochi altri che mi comprano l'album e magari mi dicono che fa cagare: perlomeno l'hanno ascoltato.

Quel che mi fa paura é il fatto che siamo sempre in meno a fare parte di una categoria in estinzione, quella che ama ancora fare l'album in vinile, anche solo in una copia per ascoltarselo in camera, ama leggere i testi degli album, notare le differenze di colore delle ristampe rispetto agli originali, ma soprattutto ama ascoltare ogni giorno per ore ed ore musica che non sia la merda che ci propinano radio e tv. Di solito chi ama queste cose compra anche libri, almeno 3 o 4 al mese, film e pure  va a teatro o ad una mostra, perché no ? In pratica mi chiedo dove sia la cultura in Italia. La Wii non sa manco cosa sia uno sfigato (o romantico, fate voi) come me che in camera non vuole nè pc nè televisione e che detesta la qualità degli mp3, eppure sono ben contento di dare 2 soldi al mio libraio di fiducia per comprare l'ultimo libro di Sepulveda invece che a quella faccia di culo che fa la pubblicità di Sky.

Ho dovuto aggiungere più di una volta un piano al mobile componibile porta dischi e i libri non mi stanno più sui ripiani. I Dvd (originali!) sono parecchi, il doppio di quelli scaricati. E sono contento di aver speso tutti quei soldi per farmi una cultura e crearmi una personalità.

Sono vecchio, ho capito. Ma chissenefrega, sono felice così. Non avevo niente di meglio da fare e ho scritto 'ste due cosette...



 

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I VOSTRI COMMENTI

Paolo Merenda il 12/04/2011 alle 16.41.04:
...volevo anche rimarcare il fatto che all'estero la questione è diversa perché i dischi si vendono. In germania ci sono ancora una marea di record shop ed in america pure. Difatti dove dico i dati di vendita lo faccio solo per precisare che dall'altra parte del mondo dove non ci conosce nessuno riusciamo a vendere, mentre in Italia oppure nella mia città no. Il tutto è sempre legato alla mia esperienza personale, al nostro genere musicale, ed alla zona dove vivo. Qui da noi la gente non compra altro che roba da mangiare in qualsiasi situazione che sia un concerto, una mostra o una fiera dell'artigianato. ciao, scusa la prolissi :-)
Paolo Merenda il 12/04/2011 alle 16.34.35:
Ad esempio in generi come il metal o la psichedelia o il jazz il calo delle vendite è stato minore. Il pubblico è molto più affezionato alle band e le segue per anni. Comprano i dischi originali, possibilmente in edizioni limitate / feticcio da conservare gelosamente. Difatti i gruppi metal di solito prendono anche rimborsi più alti ed il pubblico è disposto a pagare di più ai concerti. Qua ad Alessandria il negozio di dischi che vende vinile è sopravvissuto alla crisi del mercato discografico mentre gli altri 2 o 3 hanno chiuso. Si è salvato proprio grazie ad una clientela affezionata di metallari e psichedelici. E' sicuramente molto personale tutta la faccenda e se ne potrebbe parlare per ore. Il mio voleva essere appunto soltanto un intervento da trent'enne un po' nostalgico del passato. In fin dei conti ogni volta che metto sul giradischi "Screams from the gutter" mi viene la pelle d'oca :-)
Paolo Merenda il 12/04/2011 alle 16.25.54:
Ivano, ovviamente la mia è una visione personale e un po' romantica della musica. Un mp3 cmq anche se di alta qualità non rimane di sicuro all'altezza di un 12" che sarà pure un prodotto di nicchia, ma di qualità maggiore (questo è un dato di fatto). Logicamente non c'è paragone a livello di comodità. Se vado a correre ho anch'io l'mp3. Spero solo che le due cose si affianchino anziché annullarsi. Sono cose molto personali le sensazioni che scaturiscono dal valore affettivo di un disco o di una maglietta. Io l'ho sempre pensata come Ian Mackaye, piuttosto che merch comprate prima la musica. C'è gente che ha magliette di gruppi che non ha mai ascoltato perché sono belle. Poi c'è da dire che per registrare un disco come si deve si spendono un sacco di soldi (e vanno tutti a fondo perduto se la vedi dalla parte di chi suona), non tutti possono permetterselo e difatti si riversa nella rete un'offerta di musica enorme contro una domanda sempre minore. Se ci fosse un po' selezione naturale secondo me sarebbe meglio. Fare un disco in casa in digitale costa poco e niente, ma registrarlo con il vecchio spirito e i vecchi sistemi è costoso è faticoso. A me sono sempre piaciute le strade più difficili perché danno più soddisfazione.
puziopre il 07/04/2011 alle 9.58.27:
ivano ql
ivano il 07/04/2011 alle 2.20.07:
confondere il disinteresse verso la cultura con il dilagare delle nuove tecnologie è del tutto sbagliato secondo me. La tecnologia anzi /aiuta/ la cultura. Fare un disco è molto più facile, diffonderlo poi non ne parliamo. Quello del vinile (ma anche del cd) è un feticismo che, certo, non dà fastidio a nessuno, ma di certo non c'entra molto con la cultura. I dischi non si vendono più, punto. I soldi, eventualmente, si fanno in altri modi (sulla storia dei rimborsi, infatti, mi trovi d'accordo). Che senso ha ancorarsi ad abitudini passate che non hanno più alcun senso di esistere? Gli mp3 ad alta qualità si sentono benissimo, basta avere un buon impianto. Ed anche i libri di carta, posso immaginare, pian piano scompariranno sostituiti dal formato elettronico. E da amante della letteratura posso dire che non vedo l'ora, non so più dove metterli in camera e quando viaggio non mi stanno nello zaino. Tempo fa è uscito il nuovo album dei bad religion, e per la prima volta non l'ho comprato ma solo scaricato, preferendo piuttosto prendermi la maglietta, che ha una precisa utilità, oltre che piacermi. ciao e scusate la verbosità. i
ette il 27/01/2011 alle 18.32.02:
siamo in due........
leorasta il 05/01/2011 alle 10.59.37:
Se non mi inculavano la patente a biella per gli agnostic front ci sarei stato pure io puttana galera
Stefano il 26/12/2010 alle 14.44.54:
Compliments
Riccardino Fuffolo il 24/12/2010 alle 12.11.21:
se poi suoni in giro e chiedi 200 euri ti dicono che sei un venduto. Bella storia suonare in un paese di mafiosi dove la kultura è vista come un pericolo. Ragazzi, chiedete soldi, suonare è bello ma è uno sbattimento. E se non possono darveli pace, amici come prima. Fatevi rispettare.
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