Lo ammetto, qui su Staypunk sono dei gran raccomandati. Il sottoscritto li ha accompagnati alla batteria per quattro anni condividendo concerti in giro per l’Italia, liti, sbronze e quant’altro. Mi è capitato di ripescare questo video amatoriale realizzato qualche tempo fa dal nostro capo supremo Signor Staypunk, nei suoi prolungati pomeriggi di nullafacenza. La traccia è tratta dal primo Ep realizzato dalla band tre anni or sono: "Put Your Brain in Its Fuckin’ Place". Nel 2009 i ragazzi hanno pubblicato un nuovo 7”: "It’s Hard to Say I Love You in Punk Rock".
bWVYKKjgsoBnot il 24/03/2013 alle 16.11.18: Se posso, esprimo la mia opoiinne su una questione che mi interessa davvero molto.Personalmente sono d'accordo con Stefano Guglielmin quando identifica nel "rapporto con la realte0", nel confronto, la linfa vitale di uno strumento come il blog, non solo di ambito letterario.E' proprio la possibilite0 di confrontarsi direttamente con voci diverse dalla propria che rende questo strumento interessante e, a mio avviso, utile per crescere, ampliare le proprie vedute, passare al vaglio le proprie convinzioni.E' stato grazie ai blog che ho scoperto poeti che poi ho amato, letto, riletto, di cui ho acquistato i libri, di cui mi sono nutrito e che ho fatto miei nel vero senso della parola. Ed era interessantissimo poter dialogare con loro o semplicemente assistere da spettatore alle discussioni, magari non intervenendo perche9 il livello sembrava talmente alto da incutere anche un po' di timore reverenziale in un commentatore abbastanza sprovveduto come potevo (e posso) essere io, che iniziavo solo allora a capire cosa significasse cercare di scrivere poesia oggi, cercare di comunicare qualcosa. Qualcuno nei commenti precedenti ha posto l'accento sulla mancanza di commenti negativi. Anche a me pare che ci sia una tendenza a esprimere giudizi positivi, magari per non offendere qualche amico o qualche amico di amici, e8 una cosa da mettere in conto, e8 normale che sia cosec. Ma e8 pur vero che ci sono persone che non seguono questa logica di comodo e che sanno evidenziare quelli che secondo loro sono i punti deboli di un testo, mantenendo la discussione in un'ottica civile e proficua per l'autore. Una di queste persone e8 il creatore di questo blog, ma come lui ce ne sono tante altre. Grazie a queste persone, grazie alle critiche che ho letto (anche su miei testi) ho avuto la possibilite0 di superare quello strato di egocentrismo che sempre avviluppa chi inizia a scrivere, comprendendo che una vera crescita la si ottiene soltanto aprendosi a tutte le voci, in particolar modo a quelle discordanti dalla propria. Spesso non sono stato d'accordo con le critiche che venivano mosse, a volte (tante) le ho trovate equilibrate, fondate e corrette, ma tutte sono state utili e tutte mi hanno spinto a leggere e a ricercare.E' vero, gran parte dei blog che seguivo ora sembrano ristagnare, come se avessero dato tutto quello che potevano dare. Ma i blog di poesia secondo me non sono morti, lo testimoniano questo in primis ma anche altri, penso a quello di Francesco Marotta, a oboesommerso con il suo interessantissimo "progetto lettura", tanto per citarne alcuni.Prima ho sottolineato l'importanza dello scambio, dei commenti, ma non credo sia solo questa l'unite0 di misura della vitalite0 e dell'utilite0 di un blog. Per esempio io leggo molto ma intervengo pochissimo, forse perche9 ancora mi faccio delle remore, forse semplicemente perche9 ho poco tempo, forse perche9 a volte non ne ho voglia. Spesso ripesco post vecchi di 3-4 anni e me li rileggo con interesse. Come me ci saranno tante altre persone che leggono e traggono profitto da questi strumenti. I blog curati con capacite0, quelli che sanno interessare il lettore non solo nell'immediato ma anche a distanza di mesi e anni, diventano come grandi raccoglitori, libri miscellanei consultabili all'occorrenza.E poi sono convinto di una cosa: meglio vedere un post con pochi commenti ma buoni e articolati piuttosto delle vergognose e incivili risse virtuali a cui spesso ho assistito nel periodo in cui i vari lit blog erano all'apice della loro popolarite0.Sono stato prolisso e ripetitivo, ma ci tenevo a dire queste cose.Matteo Poletti