Se la Epitaph sta a poco a poco andando a puttane (
leggi la recensione della loro ultima proposta) la Hellcat rimane fedele alla linea e aggiunge un altro pezzo alla fortunata serie Give'em the boot. Pochi i cambiamenti, la confezione (il solito ottimo digipack) questa volta è in grigio argento ed il poster interno ha come protagonista il crestato leader dei Left Alone, per il resto se vi son piaciuti le vecchie edizioni vi piacerà anche questa visto che Tim Armstrong conferma il suo ottimo gusto nello scegliere la tracklist.
Si potrebbe obiettare che le band sono sempre quelle, più della metà erano già presenti nello scorso numero ma a me va bene così, forse qualche inedito in più non sarebbe stato male ma l'onestissimo prezzo di 8 euro rimedia a qualsiasi critica. Passando alla tracklist troviamo del sano e grezzo punkrock grazie ai brani di Rancid (presenti con Tatoo, b-side di circa dieci anni fa), Lars ed i suoi bastardi, Time Again e Dropkick Murphys, tutti e tre con un brano tratto dai rispettivi ultimi album. Il lato psychobilly è affidato, come da tradizione, a Tiger Army, Nekromantik, Horrorpops e Los difuntos mentre i ritmi in levare sono garantiti da Slackers, Aggrolites e Westboud Train (superbo il loro reggae). Gli inediti offrono qualche interessante anteprima, in particolare con il nuovo pezzo degli Unseen che fa davvero ben sperare per il futuro, si confermano gli Orange, che per quanto minorenni sanno quello che fanno e sono delle piacevoli sorprese Static Thought e the Heart Attacks, che mischiano sapientement punk e rock'n roll. Che altro? Roger Miret and the disaster con un outtakes del loro ultimo "1984" perfetto per il sing-a-long ed infine Left Alone e Mercy Killers con due brani che non proprio memorabili.
Peccato che i pezzi siano solo 18, ben 8 in meno rispetto al precedente volume, anche a livello qualitativo c'è stato un piccolo passo indietro ma non è proprio il caso di fare tante menate, ce ne fossero di compilation così..