Uscito a Dicembre 2011, questo è il disco d'esordio degli Stuntbox da Milano. I membri che compongono il gruppo non sono però di primo pelo, due di essi provengono infatti dagli Imodium, band attiva nel corso degli anni zero. L'esperienza maturata dai quattro è palesemente avvertibile in Thirst, sia per ciò che concerne le registrazioni che per le scelte in fase di arrangiamento.
L'album parte forte con la doppietta rappresentata da Repetears e Automatic: la prima – pezzo migliore del disco, non a caso scelto come primo singolo – coniuga una certa ferocia hardcore anni '80 con un refrain azzeccatissimo; nella seconda si avvertono le prime influenze grunge, disseminate un po' lungo tutto l'arco della tracklist. Gli Stuntbox citano tra i propri padri putativi gente come Helmet, At The Drive In, Handsome – e sarebbero da apprezzare solo per averli citati – e i mai troppo lodati Angeli di Tax Farano: effettivamente il modo di trattare le chitarre, imbastendo dei riff quadrati imbottiti di furia tipicamente hc, li fa avvicinare parecchio a quelle bands nate negli anni '90 che coniugavano strutture post hardcore ad atmosfere tipicamente noise.
Si diceva del grunge: negli episodi più pacati (ma ce ne sono pochi) sembra di ascoltare il grunge della seconda ondata di band come i Silverchair. Non tutto l'album si mantiene sui livelli della doppietta iniziale, ma nel complesso il lavoro è una bella mazzata rozza e violenta di sano post hc anni '90. Promossi.
PS: il disco è in free download qui: www.mediafire.com/?z8xlo5c289lke3n
altrimenti si può acquistare la versione digipack sul sito del gruppo.