Gli Alfatec di Firenze sono attivi dal 2004 ed hanno parecchi concerti sul groppone. Hanno prodotto un demo, uno split e un sette pollici. Questo è il loro debutto FULL LENGTH in cd, ovviamente autoprodotto. Dico ovviamente perché gli Alfatec portano avanti degnamente il discorso DIY da anni insieme ad altre band toscane (Carlos Dunga etc...) con una piacevole filosofia del “Suono-per-me-e-i-miei-amici” che non fa male, ora che conta quasi più un video in streaming piuttosto che presenza scenica e l'attitudine. Fanno anche parte del collettivo Emerson e di una micro label / distro.
Di certo agli Alfatec non mancano attitudine e presenza scenica. Le 13 tracce del cd suonano piacevoli e divertenti e non ricadono in nessun cliché del genere nonostante le loro influenze possano essere parecchie. Il loro suono si sta spostando parecchio verso il rock'n'roll e la cosa mi rende felice. I ragazzi non nascondono un'attitudine cazzona, basta leggere la loro presentazione su FB: “No one is talking about us in any punk hardcore messageboard. i'm pretty sure about it, cause if you google the band name you only got some vacuum cleaner stuff. Which is not a surprise, cause we're so stupid asshole that we're looking for band name getting high in our rehearsal room”. I testi sono quindi rustici come una ribollita toscana.
Alcuni pezzi sono in italiano ed anche questa è una novità piacevole (c'era già in realtà un pezzo nel 7” in madrelingua). Che dire, il cd va ascoltato tutto d'un fiato anche perché è breve come è giusto che sia un disco hardcore. I pezzi sono tutti buoni, posso citare sopra la media: “The Boyz are back in town”, “17 Nightmare” - che potete godervi anche in versione video, ottimo regalo per la vostra ragazza -, “Sexy party tonight” o “Il buio acceca”. Il tutto suona come una shakerata di Circle Jerks, Motorhead e Dead Kennedys, a parte l'ultima pseudo – ballata che fa un po' il verso alle porcherie metal di fine anni '80...
Chiudo con le note di demerito, mettendomi in gioco con la “Lo Mauro Hardcore Mafia”, pericolosa associazione criminale che protegge i gruppi hardcore fiorentini. Il disco è registrato in maniera ruspante e questo può anche starci, ma la batteria ha dei suoni veramente agghiaccianti. Sembra che il fonico abbia microfonato una serie di fustini del Dixan, quelli col coperchio tondo di cartone che usava mia madre quando ero piccolo. Anche la copertina piuttosto black metal mi ha strappato un sorriso. Sembra “Black clouds determinate” degli Agathocles.