A volte bastano pochi euro per assistere ad un evento importante. Giovedì con 15 sacchi un centinaio di persone ha fatto parte di una piccolo grande evento. Io c'ero.
Billy Bragg si presenta sul palco alle 22.30, da solo, fedele Telecaster al collo, camicia nera con gilet rosso, jeans e stivali. E' un cinquantenne piuttosto giovanile. Per due ore (due ore!) ci allieta con la sua musica da menestrello, come solo un'altra persona che non c'è più sapeva fare (dal quale prende in prestito la chitarra per un paio di canzoni).
The milkman of human kindness ha tanta energia nella sua voce sempre bellissima, nel suo accento pronunciato come nella sua chitarra amata da tanti punk per essere spesso sgraziata. I vecchi pezzi, certo, emozionano parecchio, soprattutto quelli storici di Life's a Riot with Spy Vs. Spy (To Have And To Have Not e A New England fra tutti, cantati in coro dai presenti), ma anche i nuovi tratti dall'ep appena uscito Pressure Drop non sono per niente male. In particolare mi è piaciuta molto la ballata folk The Battle of Barking dedicata ai ragazzi che continuano a combattere i fascisti nella sua città.
Proprio su questo punto si sofferma diverse volte. Sappiamo che il suo è sempre stato un cantautorato impegnato, dedito al sociale e politicamente piuttosto schierato. Dice che la nostra lotta contro il razzismo ed il fascismo deve partire dal cinismo. Dal combattere per prima cosa IL NOSTRO cinismo. Parla di ossimori coniati da Bush come "capitalismo democratico", ma continua a battere il tasto del cinismo anche quando dice di essere fiero della tradizione antifascista della sua patria ed in particolare della sua città.
Scorrono le splendide I have faith, Must I paint you a picture, Between the wars, There is the power in a union e c'è tempo anche per un doppio tributo a Woodie Guthrie con All you fascists e Ingrid Bergman. Il cantautore americano è stato il precursore della musica di protesta antifascista ed ha dedicato una canzone all'attrice della quale si era perdutamente innamorato. Billy scherza sul testo del pezzo con i doppi sensi riferiti alla roccia e all'esplosione del vulcano Stromboli dove l'attrice in quel periodo stava girando un film. Dice "Secondo me non parlava di geologia, ma più della materia di Iggy Pop".
"Ciao, sono Billy Bragg, da 16 anni non vengo in Italia, non so ancora l'italiano e non so neanche tanto bene l'inglese" e ci lascia brandendo la sua fidata tazza di TEA. Salute a tutti.
Nasone, non posso fare altro che ringraziarti per le emozioni che mi hai regalato.