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Staypunk.it - Recensione: ROBERTO CALABRO' - eighties colours
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ROBERTO CALABRO' - eighties colours

A cura di Riccardino Fuffolo

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http://www.coniglioeditore.it

Con un ritardo pazzesco, anche qua ci accingiamo a parlare di un libro che dovrebbe farci riflettere. Quasi 30 anni fa l’Italia era devastata dal terrorismo, dalla robba e da infinite altre piaghe. Da questa tabula rasa, parallelamente alla gioventù incazzata che si sarebbe identificata con l’hardcore e i centri sociali e a quella intellettual-futurista che avrebbe giocato le sue carte con la cosiddetta new wave, fiorì un altro “movimento” che, per crescere artisticamente, non voleva ignorare il passato. Al tempo veniva chiamato “neo sixties”, poi, fatti i “dovuti” (?) distinguo, si è iniziato a parlare di “beat”, “garage punk”, “pop-sike”, “psichedelia”, “mod” e così via, fino al ristagno dei nostri giorni, tempi grami in cui vige la triste regola dei compartimenti stagni.

Ed è di “neo sixties” che parla questo libro, raccontando una breve ma felice stagione in cui, dalle suggestioni dei ’60 e dalle ceneri del ‘77, sulle orme dei pionieri americani come Lyres, Fleshtones, Fuzztones (ma anche Long Ryders, REM, Green On Red e pure Husker Du), nasceva una musica magari non nuova, ma che pareva destinata a crescere e ad evolversi: ragion per cui, nello stesso calderone potevano coesistere cose diversissime fra loro, come il punk alla texana dei Sick Rose e la psichedelia dilatata ed eterea, fortemente influenzata dalla new wave, dei Leanan Sidhe. L’ispirazione comune sono i sixties, la voglia di cambiare, di aggiungere un po’ di colore alla grigia realtà nazionale, di divertirsi, di sperimentare.

Il libro in questione segue anno per anno le vicende della scena “neo sixties” italiane, dalla nascita degli Useless Boys nel 1983, a Pisa, passando per la stampa e le fanzines (Lost Trails, giornale a tiratura nazionale diretto da Claudio Sorge prima di bruciarsi irrimediabilmente la passione e l’interesse per la musica, quando ancora sapeva ricopiare un titolo dal retrocopertina di un disco), le etichette (Electric Eye su tutte, ancora Sorge: oh il tempo è veramente tiranno eh) e le bands, le tante bands, tra cui vorrei ricordare, oltre alle due sopraccitate, almeno gli Avvoltoi (al tempo più punk di Discharge e D.R.I. messi insieme, garantito), la grande psichedelia di Birdmen Of Alkatraz e Steeplejack , i grandiosi Party Kidz ed il situazionismo punk travestito da fricchettume dei galattici No Strange.

Il libro si conclude con il passaggio di testimone alle bands degli anni ’90, ed infatti, già verso l’89 i coglioni iniziano a precipitare vorticosamente, in balia delle prime avvisaglie di una corrente di divisionismi e purismi di ogni tipo, nonché di una certa propensione da parte delle band a curiosi fenomeni antropologici tipo l’imperante hair metal (fa testo l’album dei Primeteens di Bologna, capitanati da Riccardo Scannapieco e, in questa veste, dediti a un tanto curioso quanto ributtante incrocio tra Ratt, Cinderella, Guns’n Roses e Fuzztones), ma c’est la vie, panta rei, bona lè, le cose finiscono. Corredato da foto belissime, esaustivo e scritto bene, questo libro forse pecca di non aver trattato realtà più underground, gruppi da un demo e basta, ma, in fondo, chi se ne fotte, poiché leggerlo fa sognare e sperare che tutto quello di cui parla possa accadere di nuovo..  

Consigliatissimo a tutti, in particolar modo a chi identifica i Sixties con i capelli a caschetto, l’iconografia horror-hot rod, i beatle boots e le camicie paisley, a quelli che se ti piacciono i Bad Religion sei uno sfigato e se ti piacciono i Jefferson Airplane sei un fricchettone dimmerda, a quelli che ti salutano solo se sei amico di uno che suona in una band in cui si identifica il suo squallido ghetto: per voi, nessun altro grido se non quello di DATEVI UNA RIPIGLIATA!!!!!!!

 




I VOSTRI COMMENTI
viagra il 10/06/2012 alle 16.13.43:
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Sig. Staypunk il 09/03/2011 alle 16.54.52:
Io sono un freak e leggo solo Diabolik.
Riccardino Fuffolo il 09/03/2011 alle 16.43.45:
aaaahhh adesso ho capito: ti ha dato fastidio la parola "travestito". Ma potevi dirlo subito. Certo che mi pare che tu (e altri, suppongo, a quanto mi dici) abbia proprio voglia di sentirti offeso. Infatti mi pare che il mio fosse un osservazione semplicemente "di facciata": se l'hai presa sul personale e sul piano dell'integrità morale, bè, oltre che dispiacermi per te non so che fare, non sono cazzi miei dopotutto. Francamente di quello che dicono gli altri sulla mia recensione non mi interessa, a meno che non lo dicano qua, e sarò felice di rispondere come ho fatto con te. Sempre che non si schifino a parlarne con un ragazzino come il sottoscritto, in quanto unici depositari di un'unica verità. Sono estremamente dispiaciuto di aver sconfinato in un terreno non di mia competenza, perchè, da che mondo e mondo, la musica non si fa con la semplice e a volte rustica passione, ma solo con date e nomi, si sa. Mi cospargo il capo di cenere e lascio tutto a Voi, Illuminati.
URSUS il 09/03/2011 alle 16.34.23:
Infatti il paragone calza a pennello,noi non ci siamo mai travestiti da nulla...tant'è vero che continuiamo ancora oggi a stare controcorrente ed il nostro pensiero corrisponde direttamente alle nostre azioni,così come è documentato ampiamente sul web.Sai qual'è la differenza tra me ed altri che hanno letto questa recensione ? Che Io ti ho detto apertamente ciò che pensavo,mentre ALTRI non te lo diranno mai e magari ti faranno pure i complimenti,tutto lì. GRAZIE di tutto,comunque !
Riccardino Fuffolo il 09/03/2011 alle 16.27.50:
guarda ti posso dire che è stata una svista, sai, ribadisco, io non c'ero, non posso sapere tutto. Mi dispiace che la mia passione per quel periodo e per la vostra musica, con tutti i suoi pro e i suoi contro, ti urti così tanto, perchè non credo dovrebbe. Anche perchè, e non troppo fra le righe, mi pare una recensione entusiasta e appassionata: poi come è scritta è un altro discorso e può non piacere. Ma questo tuo fervore mi lascia basito, ed insinua il dubbio in me che forse io abbia un po' sopravvalutato la questione della "neo psichedelia" (contento adesso?) e CLAMOROSAMENTE sopravvalutato i suoi protagonisti. Peccato, è come quando ti dicono che babbo natale non esiste.
URSUS il 09/03/2011 alle 16.21.54:
Incazzarsi ? No,ti assicuro che ho ben altro da fare... comunque dare una informazione CORRETTA è importante,ognuno dovrebbe fare la sua parte,per piccola che sia.
Riccardino Fuffolo il 09/03/2011 alle 16.15.53:
bene, ripeto, avevo si e no 2 anni al tempo, l'unica cosa che posso metterci è la passione. No ma parliamo del "complimento" perchè mi interessa: cosa c'è che non va?? Non ero chiaro?? Va benissimo. Incazzarsi per cose più importanti no eh??
URSUS il 09/03/2011 alle 16.07.34:
Al di là della definizione di "complimento" su cui ci sarebbe MOLTO da dire...la recensione è piena di inesattezze : infatti lo stesso Calabrò ha specificato bene nel libro che ai tempi il termine NEO-SIXTIES non si usava per niente,perchè il fenomeno era nato SPONTANEAMENTE (ancor prima che venissero a galla i gruppi esteri) ma per comodità o per pigrizia la stampa specializzata lo definì "neo-psichedelia"...sbagliando,perchè oltre ad ALCUNI gruppi che continuavano un discorso psichedelico,interrotto ma solo in parte 10 anni prima,c'erano altri che ripercorrevano il beat italiano,le garage-band originarie degli anni 60 ecc... Quindi era un movimento molto composito,non omologabile come altre cose che poi gli sono succedute.
Riccardino Fuffolo il 09/03/2011 alle 15.53.48:
"travestito da fricchettume" significa che l'apparenza dei No Strange li qualificava come dei fricchettoni fuori tempo massimo, in un periodo in cui, a quanto ne so (ero appena nato), non era una cosa particolarmete popolare. Se poi ti senti toccato nell'intimo mi dispiace per te, perchè il mio era un complimento
URSUS il 09/03/2011 alle 15.43.53:
Se poi mi spiegate cosa significa "travestito da fricchettume" mi fate un piacere,grazie...mai letto una definizione più idiota,giuro !
Denis il 03/02/2011 alle 13.21.11:
Gran bella segnalazione. I Sick Rose sono dei grandissimi




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voto:
 
  visto: 1392 volte  
  genere: Libro  
  sounds like: garage, beat, psichedelia  
 
 
 
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