Vengono da Bergamo e sono attivi dal 2007, 13 anni di attività e a mio parere ancora idee poco chiare su che strada intraprendere. Big Time sembra la brutta copia di un pezzo de L'invasione degli Omini Verdi, Merce e Mr Hide potrebbero essere degli outtatake dall'ultimo disco dei Punkreas, altrove spuntano massicce le influenze derozeriane, cercano di spaziare nei loro brani ma il risultato è a mio parere confuso. Qualche asso lo calano, ci sono dei ritornelli orecchiabilissimi ma che vengono poi penalizzati dall'eccessiva durata dei brani e dai soliti testi imbarazzanti, frasi come "Io ti amo bernarda non fare la bastarda se il tuo occhio mi guarda il pantalone si allarga" mi lasciano interdetto e ovviamente non poteva mancare la canzone anti-berlusca. Dal vivo magari sono divertenti…
Cambiamo completamente direzione e passiamo ai latinensi Nappies, paladini del poppunk più appiccicoso. 9 pezzi freschi ed orecchiabili, caratterizzata dall'alternanza di voce maschile/femminile e da testi misfitsiani. La solita roba, per carità, ma la fanno bene e più di un passaggio denota una certa inventiva. Meritano senza dubbio un ascolto, il disco esce per l'americana Cheapskate Records che se ricordo bene ci ha messo più di un anno per mandarlo in stampa, nel frattempo la band ha messo online la cover di For Broken Ears (Chucj Ragan), here it is
Gli Ultimi hanno probabilmente vissuto su di un isola deserta negli ultimi anni, mentre nel resto del mondo il mercato discografico sprofondava nel baratro. E così, in un 2011 in cui i cd si vendono sempre meno se ne escono con un disco di soli 7 pezzi, di cui 2 cover e 3 live, senza neanche il booklet o qualcosina in più che invogli all'acquisto. C'è la musica, ovvio, che è anche ben fatta ma era necessario scrivere qualche pezzo senza aver fretta di mettere sul mercato un prodotto quasi inutile. Finita questa sterile polemica, vi dirò che la band è parecchio interessante, si muovono tra Oi! e streetpunk risultando convinti e convincenti, appena li sente Marco Balestrino inizierà le pratiche per l'adozione. Le due cover sono "Questi Anni" dei Kina, scelta parecchio azzeccata e "True Believers" dei Bouncing Souls, tra l'altro live che aggiunge davvero poco al contesto. Le qualità ci sono, aspetto di rivederli con un lavoro completo.
Concludiamo il giro con gli (Allmyfriendzre)dead, speed band from la Calabria. Hard Rock e Punk'n'roll miscelati con sapienza aggiungendo spezie pregiate qua e là (vedi le funeree influenze psycho di What Madonna you want o la diabolica farfisa di December of '62). Veloci e soprattutto potenti - gran merito al cantante Franz - raggiungono i livelli più alti quando pestano sull'acceleratore, Donkey Cock ne è l'emblema e non a caso le ho riservato un posto d'onore nella mirabolante Staypunk Compilation number five. Buttatevici a capofitto.