"Quando si parla di punk rock proletario e imprevedibile, di serate a base di birra e discorsi utopistici tra amici non si deve guardare molto lontano… in fondo bastano gli Off with their heads".
Così il comunicato stampa di Hard-staff presentava il concerto di due giorni fa a Bergamo. E' possibile trovare parole migliori per invogliare la gente ad evitare come la peste questo gruppo? Fortunatamente gli OWTH non sono niente di tutto questo, ma "semplicemente" una band che negli anni ha sfornato degli album davvero ottimi fatti di quel punkrock che piace a noi che amiamo i Jawbreaker. Confesso di averli conosciuti solo di recente ma in breve tempo ho fagocitato buona parte della loro discografia, motivo per cui questa recensione più che un analisi dell'ultimo disco è una sorta di presentazione per chi non li ha mai sentiti.
Il quartetto di Minneapolis ha prodotto dal 2006 tre album ed una marea di singoli e split, l'EP Hospitals rappresenta forse il loro punto più alto ma il mio consiglio è di pescare un pò dovunque. Per quanto le robe vecchie erano senza dubbio più grezze e incazzate l'ispirazione è rimasta pressochè inalterata e nonostante l'ultimo disco sia uscito per l'Epitaph, che negli ultimi anni ha sfornato solo cose orrende, l'unica differenza lampante è la migliore registrazione. In Desolation presenta forse qualche battuta a vuoto ma anche delle autentiche perle, vedi la conclusiva Clear the air.
Una band sincera, ruvida, intensa. Prendete ed abbiatene tutti.